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 Cava Grande del CassibileBy Gianluca Inturri

 

 

Gianluca Inturri nasce in giugno del '74 ad Avola, una ridente cittadina del siracusano a pochi chilometri da quella che all’epoca era conosciuta semplicemente solo dagli autoctoni “a Cava Ranni” o “a Cava ro Marchisi”. Fin da piccolo manifesta tutto il suo interesse e l’amore per la natura, per la vita all’aperto e per le escursioni naturalistiche. Già dalla prima infanzia ascolta affascinato i racconti dei fratelli maggiori e delle loro avventure scoutistiche. Il padre, anch’egli amante dei bei paesaggi collinari dei Monti Iblei non perde occasione di portare la moglie e i suoi quattro figlioletti a trascorrere spensierate giornate su, in collina, immersi in un lecceto o in riva ad una “fiumara” (ruscello, fiumiciattolo) ad ascoltare le opere musicali improvvisate e composte magistralmente da madre natura. Indimenticabili gli odori, i colori di ciò che li circonda, il rumore del fiume che scorre tra i ciottoli.. e poi la pace, quel senso di libertà e di infinito. Ai laghetti, Petracca, Manghisi, Russena, San Marco, Testa dell’Acqua, Rigolizia, Madonna della Scala, Noto Antica…

Man mano che trascorrono gli anni diminuiscono sensibilmente le uscite in collina, ma in Gianluca permane quell'ardente fervore per la natura. Già a 14 – 15 anni si avventura con alcuni amici (spesso anche da solo) in escursioni alla scoperta di luoghi non ancora esplorati. Si occupa di volontariato in una parrocchia di periferia seguendo e formando i bambini a rischio; usa il metodo di don Bosco e li porta con se nelle escursioni: “a cava ‘i l’enel” (alla Cava dell’enel – tratto finale di cava Grande, circa un chilometro prima della foce del fiume Cassibile), “a prisa” (la presa – luogo a monte di Cava Grande dove una diga incanala parte dell’acqua del fiume nell’acquedotto dell’enel che la va a riversare nelle turbine della centrale idroelettrica sita nel tratto finale di Cava Grande), “a timpa ca tona” (pietra che risuona – zona di Cava Grande con splendide marmitte e un bellissimo laghetto d’acqua cristallina), “a rutta ro carruvitu” (alla grotta del carrubeto), “a vasca veccia”, “a rutta i Santa Vennira”, “a Munti r’oru”,… convinto che, grazie agli incanti della natura, è più facile poter incidere nella formazione dei ragazzi.

Arriva la maturità e aumenta l’interesse per le bellezze della natura ed in particolare per Cava Grande. Ogni fine settimana, ogni occasione favorevole è buona per partire in escursione immerso in ogni angolo della riserva: da Manghisi fino alla foce del fiume. Trova un alleato e altrettanto amante della riserva, Gaetano Rizza. A loro, in seguito si uniscono Salvo Marziano (oggi uno dei maggiori conoscitori delle orchidee selvatiche di Cava Grande), Enzo Caruso, Salvo Bianca, Silvio Grande, … Le vicissitudini della vita allontanano i compagni d’avventura ma non riescono a cancellare i segni indelebili di ciò che le escursioni, la vita all’aperto, il seno della natura, i bei momenti trascorsi insieme … hanno tracciato nei loro animi. Ecco perché questo sito internet vuole essere uno sprone per quanti ancora non conoscono (o meglio, non conoscono a fondo) la riserva "Cava Grande del Cassibile".

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